Crescita organica di un canale YouTube

ATTENZIONE:  qui si parla di crescita organica, ma se sei giunto qui prima di aver letto QUESTA GUIDA ti consiglio di tornare indietro!

Crescita organica

La crescita organica
La crescita organica

Iniziamo con una semplice spiegazione di cos’è la crescita organica: con questo termine s’intende una crescita che avviene spontaneamente, sfruttando le risorse di YouTube.

In poche parole, è quella che si ottiene creando dei bei video correttamente ottimizzati per essere trovati. Semplice, no? Il concetto è molto semplice, ma metterlo in pratica non lo è affatto. Per capire il perché di questa discrepanza, bisogna prima capire come funziona YouTube.

L’algoritmo di YouTube

YouTube non è semplicemente un sito in cui caricare video: è, prima di tutto, un motore di ricerca.

Lo scopo principale di YouTube è quello d’intrattenere il suo pubblico il più a lungo possibile, proponendogli i video che ritiene più adatti per quello specifico spettatore. Lo scopo, naturalmente, è il profitto: che sia un utente base od un utente premium, più rimane sulla piattaforma e più YouTube guadagna.

N. B.: ho scritto il suo pubblico, non il tuo pubblico! A YouTube non interessa che lo spettatore guardi il tuo canale, basta che non esca da YouTube stesso!

Questa distinzione è molto importante, perché ci aiuta ad entrare nella logica di YouTube, a capirne l’algoritmo che propone contenuti allo spettatore. Se lo scopo è quello d’intrattenere lo spettatore, dovrà proporgli quello che ritiene il video migliore per lui. Ma come fa a deciderlo, se non ha neppure gli occhi per guardare i video che propone? Ebbene, usa dei parametri per stabilire quali video sono piaciuti agli altri spettatori che hanno compiuto ricerche simili. Ma andiamo con ordine.

Titolo, descrizione e tag

Quando si carica un video, si compilano dei campi quali titolo, descrizione, etichette (tag) di ricerca, etc. Il motore di ricerca usa il contenuto di questi campi per indicizzare i video. Poi intervengono altri meccanismi, come l’intelligenza artificiale che cerca di capire se quanto scritto in questi campi corrisponda al vero, ma per il momento questo non c’interessa. C’interessa, invece, sapere che ogni video appena caricato da ogni canale che abbia una buona reputazione viene indicizzato alla stessa maniera ed ha, quindi, in teoria, le stesse possibilità di essere trovato dagli utenti.

Questa cosa, però, è destinata a cambiare nelle primissime ore di pubblicazione, diciamo nelle prime 3 ore, anche se in realtà non è un parametro rigido e varia da un minimo di un paio d’ore ad un massimo di un giorno dalla pubblicazione. Cosa succede in questo lasso di tempo? Semplice: il video viene proposto, principalmente a chi è già iscritto al canale o a chi ha cercato video simili (in base al contenuto dei campi di cui sopra) e giudicato in base ad alcuni parametri determinati dalle reazioni del pubblico.

La qualità misurata

Anche se c’è una complessa intelligenza artificiale che guarda ed ascolta i video, questa per ora non ha gusto estetico e non è in grado di determinare se un video è bello o brutto. E non gli serve saperlo fare: per capire se una cosa piace o non piace, basta guardare le reazioni del pubblico. Il watch time è il primo e più importante parametro preso in considerazione. Questo parametro misura quanto un video riesce a trattenere lo spettatore e lo fa in modo molto semplice: misura in che percentuale il video viene visto. Un video che viene visto per intero è molto buono, uno che viene visto a metà è discreto, uno che viene visto per pochi secondi è brutto.

Dopo di questo parametro vengono prese in considerazione le altre reazioni: prima di tutto i commenti, poi like/dislike di un video.

I commenti sono più rilevanti, specialmente quando generano una discussione tra gli utenti, perché se un utente torna a commentare vuol dire che rimane più tempo sulla piattaforma.

I like ed i dislike hanno lo stesso valore: sono sempre un’interazione col video e se per i like è facile capire perché fanno bene, è un po’ più complicato capire perché un hater che torna sistematicamente a darvi un dislike in realtà vi sta facendo un favore: youtube giudica negativo un dislike ottenuto da un visitatore occasionale, ma se qualcuno torna appositamente per odiarvi, allora avete creato engagement sulla piattaforma! Amate i vostri detrattori!

Crescita organica e reputazione del canale

L’insieme dei comportamenti dei vostri utenti genererà un parametro complesso che possiamo definire reputazione del canale.

Un canale con una buona reputazione sarà agevolato nel farsi trovare, uno con una cattiva reputazione sarà penalizzato.

La reputazione è un parametro che varia di continuo e tiene conto della media degli ultimi video, diciamo una decina per avere un parametro di riferimento.

Questo parametro è l’unico che non possiamo trovare scritto da nessuna parte, ma dobbiamo dedurlo da tutti gli altri.

Per fortuna, tutti gli altri parametri sono facilmente analizzabili attraverso la sezione Analytics di youtube studio, che sarà oggetto della prossima guida. ANDIAMO AVANTI!